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La prima precisazione che va fatta è che non si tratta di un dolce vero e proprio nell’accezione contemporanea. La seconda è che probabilmente, per realizzarlo, avranno avuto uno stampo che definiremo “di presentazione delle portate” tipo quelli che sono stati ritrovati nel Palazzo di Mari (insediamento nell’attuale Siria) risaltenti al 1050 a.C circa. La terza è che nella ricostruzione si propone solo lo “strato base”. In poche parole ricostruiamo la ricetta del famoso dolce ziqqurat, a forma di torre, spesso dato in offerta alle divinità mesopotamiche (ad es. alla dea Ishtar come da immagine)

Gli ingredienti utilizzati sono stati desunti dall’analisi di un testo proveniente dal Palazzo della Rivista di Kalhu (Nimrud), alimenti che venivano assegnati allo specialista nella realizzazione di questi e altri tipi di dolci. Per realizzare il tutto, tenendo sempre fede alla “ricostruzione filologicamente accettabile” che caratterizza Archeoricette, aggiungiamo altri ingredienti.

Ingredienti: 2 uova, 100 gr di farina di ceci, 100 gr di farina di pistacchi, 120 ml di latte, 120 ml di olio d’oliva, 1 bustina di lievito per dolci ( o la levatina, che forse dà un gusto migliore), 30 acini di uva, 1 cucchiaio di semi (arilli) di melograno, 3 cucchiai di succo di melograno, 1 bicchiere scarso di birra artigianale, 1 cucchiaino di miele, burro qb

Preparazione: lavare e asciugare gli acini di uva e i semi di melograno. Tagliare a metà gli acini d’uva ed eliminare i semi. Metterli a marinare insieme ai semi di melograno in una ciotola con parte di succo di melograno e la birra per una ventina di minuti.

Nel frattempo preparare l’impasto usando le uova, il miele, la farina di ceci e pistacchi aggiungendo il latte e l’olio. Unire il lievito e continuare a mescolare fino a ottenere un impasto soffice e senza grumi.

Aggiungere gli acini e i semi all’impasto e aggiungere il restante succo di melograno e finire di mescolare.

Imburrare e infarinare una tortiera di almeno 26 cm, versare l’impasto e infornare in forno già caldo a 180 gradi per 45 minuti circa

Per verificare la cottura, usate il metodo dello stecchino e se questo risultasse ancora umido prolungate la cottura per alcuni minuti.

Per gli strati superiori, procedere con le stesse modalità ma utilizzare delle tortiere di diametro via via minore.

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Generoso Urciuoli, archeologo, forse più storico ma studioso appassionato, è l’ideatore e l’autore di questo archeofood_archeo_varie blog. "Ho molti interessi, faccio tante cose, cerco di viaggiare il più possibile, mi piace molto divulgare".

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