Basilissa

La tecnica del’incausto (applicata su diverse superfici) ci è stata descritta da Plinio e Vitruvio. Grosso modo i pigmenti venivano mescolati con colla di bue, cera punica (ovvero cera pura fatta bollire in acqua di mare) e calce spenta, per sgrassare la colla: il prodotto che si ottieneva è una sostanza densa, diluibile se necessario con acqua. Una volta asciutta la tempera veniva spalmava con cera punica sciolta con un po’ d’olio. Si scaldava quindi il supporto o con un braciere o con il cauterio, per far penetrare la cera fino al supporto. A chiusura del procedimento si passava alla lucidatura con un panno tiepido.

Icona ad encausto della Vergine Basilissa (Madre di Dio in trono) presso il monastero di Santa Caterina del monte Sinai. Presumibilmente VI sec. d.C

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