Carota “sigillata”

Dioscoride (nato in Cilicia e vissuto nel I sec d. C.) medico dell’esercito romano ai tempi di Claudio e Nerone, ha lasciato degli apprezzamenti sulla carota da utilizzare come alimento sia per gli uomini sia per i cavalli.
La ceramica prodotta e diffusa in quel periodo era la cosiddetta (termine fornito dagli eruditi del passato per identificare tale tipologia. Il discorso andrebbe approfondito ma non è questa la sede) terra sigillata italica. Questa classe ceramica, fine da mensa, è rivestita da una vernice rossa brillante, prodotta dalla tarda età repubblicana alla tarda età imperiale in tutto il mondo romano. Cosa ci mettiamo dentro? Una buonissima crema di carota.
500 gr di carote, 1 porro, 1 cipolla piccola, ½ litro di brodo vegetale,
qualche cucchiaio di burro, formaggio stagionato, sale e pepe.

Lavare le carote e i porri, tagliare a fettine sottili la cipolla e farla soffriggere nel burro. Aggiungere le carote tagliate e il porro ridotto a pezzetti.
Lasciare insaporire le verdure, salare e pepare. Unire il brodo vegetale e portate ad ebollizione. Quando le verdure risulteranno estremamente morbide cercate di ottenere una crema il più liscia possibile (usare anche un mixer, li abbiamo in casa, mica si possono buttare). Grattuggiare il formaggio stagionato. Condire con un filo d’olio extravergine e servite la vellutata ben calda.

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