“Porcello” longobardo

Nel VII sec. d.C, con ogni probabilità durante il regno di Rotari (re longobardo famoso anche per il suo Editto del 643 ispirato alle tradizioni longobarde e al diritto romano, e che rappresentò la base per l’Edictum regum Longobardorum), furono composti da un tal Viridario gli excerpta. Questo “tal” Viridario si imbatté negli scritti gastronomici di Apicio e ne riportò (in maniera pressoché fedele) una serie di consigli e una trentina di ricette.

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Popolazione germanica di probabile origine scandinava, i Longobardi erano organizzati in strutture denominate fare (gruppi in cui si divideva per affrontare e agevolare gli spostamenti verso nuovi territori). Il termine divenne poi sinonimo di insediamento longobardo stabile.

Popolo che arrivava, usanze alimentari che portava con se; ad esempio: l’uso della carne in maniera rilevante. D’altro canto, il popolo che arrivava subiva il fascino culturale della civiltà esistente sul territorio e se questa poggiava le fondamenta sui fasti dell’antica Roma, il gioco era fatto.

Prima di raccontare la ricetta ispirata dal “tal” Viridario, va evidenziato che, nei pressi di Torino per la precisione a Testona, una frazione di Moncalieri, nel 1878 fu scavata una grande necropoli longobarda con circa 350 tombe. Il materiale è esposto al Museo di Antichità di Torino. Questo ritrovamento è stato uno dei più importanti avvenuto sul territorio nazionale relativo a sepolture longobarde.

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Torniamo agli excerpta: ben sette ricette sono dedicate al porcello, a dimostrazione anche della diffusione di questo tipo di carne. Noi ricostruiremo un brodo di maiale come pietanza unica.

Ingredienti: 500 gr. di carne magra di maiale tagliata a tocchetti, 500 gr. di pasta di salsiccia o pasta di salame di puro suino, 1bicchiere di olio extra vergine d’oliva, 1 grosso bicchiere di vino rosso
una cipolla, uno spicchio d’aglio, un ciuffo di prezzemolo tritato, sale, pepe, chiodi di garofano e brodo.

Preparazione: in una padella larga e profonda far rosolate il trito di cipolla, aglio e prezzemolo; quando la cipolla è colorita aggiungere la pasta di salsiccia, farla soffriggere finché sarà ben sciolto tutto il grasso in essa contenuto. Poi, aggiungere i tocchetti di carne magra, salare con moderazione ed innaffiare con un bicchiere di vino rosso. Lasciar evaporare il vino, aggiungere il brodo, il pepe e i chiodi di garofano, mescolare bene e lasciar cuocere per un’oretta a fuoco moderato.

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