Pollo in “faience”

Ispirandoci al contenuto della ciotola in faience,  ritrovata nel corredo funerario di Kha, Antico Egitto,  XVIII dinastia, Nuovo Regno (nella foto e attualmente conservata al Museo Egizio di Torino), proponiamo una ricetta di pollo al tamarindo e uva.

Rispetto alla tipica oca, tanto amata dagli abitanti della Valle del Nilo,  si è preferito utilizzare il più comune pollo. La carne di pollo, però,  non era diffusa durante l’Egitto faraonico, perché parrebbe essere stata introdotta solo in epoca tarda con la dominazione persiana.

Ingredienti per 4 persone: 4 petti di pollo, 15 gr di pasta di tamarindo, 1 cucchiaio birra, 1/2 bicchiere di acqua, 2 cucchiai di olio extravergine di oliva, 1 cucchiaino di miele, 1 cipolla cotta sotto la cenere, mix di erbe (a vostra scelta), 10 cicchi di uva bianca, sale.

 Preparazione: marinare i petti di pollo nel sale per 6/8 min. e  lavarli. A parte fare la salsa sciogliendo la pasta di tamarindo nell’acqua, filtrare e aggiungere il miele e la birra e bollire per 5 min.  Far raffreddare e mischiarci l’olio.

Nel frattempo si cuociono i petti di pollo in padella con un filo d’olio; terminata la cottura,  impiattare il petto di pollo tagliato a stiscioline; condire con il tamarindo, l’uva, la cipolla a fettine e il mix di erbe.

p.s. il contenuto della ciotola presenta solo il tamarindo e l’uva.

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