Non dir Vichinghi…

I motivi iconografici più antichi che riguardano i vichinghi sono particolarmente “strani”,forse il primo meno: una donna che porge un corno di idromele e una donna, forse una strega, che allatta due draghi. Nonostante sia stata troppo variegata per essere considerata una popolazione culturalmente unica, alla sintesi non possiamo sottrarci e prima di raccontare una ricetta del Nord, forniamo un quadro generico della tavolozza alimentare vichinga.
I pasti venivano consumati due volte al giorno, molti alimenti venivano importati anche da lunga distanza e i corredi funerari prevedevano la deposizione di cibo; un esempio soddisfacente arriva dalla tomba norvegese della Signora Reale di Oseberg, piena di cibo, dove è presente una cucina intera e “naturalmente” un servitore che avrebbe svolto i lavori più umili. Nella dispensa eterna erano presenti: un bue, del frumento avena, crescione, mele selvatiche, nocciole. Tra le spezie: cumino, senape, barbaforte e altre erbe aromatiche.
E’ ora di pranzo, non intratteniamoci ancora a lungo!
La ricetta proposta ha come ingrediente principale il luccio, realizzato con un brodo di sedano.
Il pane d’orzo avrebbe accompagnato la portata.
Ma qui manca la ricetta!!!
Ora vi abbiamo fatto venire l’acquolina in bocca, la prossima volta la ricetta completa

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