Mito o non mito? di G.U.

A marzo, mentre mi trovavo a Saqqara, mi è venuto in mente questo post. E’ passato del tempo ma partiamo dalle definizioni:
1) mito s. m. [dal gr. μῦϑος «parola, discorso, racconto, favola, leggenda»]. Narrazione fantastica tramandata oralmente o in forma scritta, con valore spesso religioso e comunque simbolico, di gesta compiute da figure divine o da antenati (esseri mitici) che per un popolo, una cultura o una civiltà costituisce una spiegazione sia di fenomeni naturali sia dell’esperienza trascendentale, il fondamento del sistema sociale o la giustificazione del significato sacrale che si attribuisce a fatti o a personaggi storici; con lo stesso termine si intende anche ciascuno dei temi della narrazione mitica in quanto trattati ed eventualmente rielaborati in opere letterarie o filosofiche (questa definizione è tratta dalla Treccani.)

2) I Testi delle Piramidi un corpus di testi ritrovati all’interno di undici piramidi a Saqqara, necropoli di Menfi, tra re e regine della V e VI dinastia, fine dell’Antico Regno; una raccolta di incantesimi, rituali e formule magiche che si riferiscono al mondo divino. L’edizione classica dei testi è di Kurth Sethe, Die altägyptischen Pyramidentexten, una traduzione più recente si trova in James P. Allen, The Ancient Egyptian Pyramid Texts, mentre l’ultima pubblicazione, con traslitterazione a fronte, è quella di Claude Carrier, Textes des Pyramides de l’Egypte ancienne, del 2009.

Fatte le presentazioni, proviamo a capire se i Testi delle piramidi possono rientrare nella mitografia (non intesa in maniera stringente come “letteratura erudita antica sui miti, sorta nel periodo ellenistico, con fini filologici, per esporre sistematicamente, secondo un ordine cronologico, il ricco patrimonio mitico presente nella tradizione poetica greca e poi romana” ma come un testo che racconti un mito) e se possono contenere “tracce di mito”.

E’ una questione di lana caprina, quasi stucchevole, capisco, ma anche su questo fronte, in passato si sono consumati fiumi e fiumi di inchiostro e per approfondire il discorso, anche se datato e capire lo sviluppo del dibattito sul mito nell’antico Egitto e i relativi riferimenti bibliografici, si può consultare l’opera di John Baines, Egyptian Myth and discourse: Myth, gods and the Early Written and Iconographic Record, in Journal of Near Eastern Studies, vol. 50, No. 2

Il concetto di mito e mitologia applicato all’Antico Egitto rimane ancora avvolto in una nebulosa; è interessante evidenziare che sono molteplici le attestazioni riguardanti l’esistenza di divinità ma in proporzione risultano scarse le attestazioni narrative (ed è questo è stato ed è la cartina di tornasole per rientrare o meno nel campo del mito) sugli dei.
Molti studiosi quali S.Schott, J. Assmann, J. Baines, per citare i più illustri, hanno concluso che mancando la storia, il racconto, I testi delle Piramidi non possono essere considerati alla stregua dei miti, perché non composti in prosa narrativa!

Nel 2014 leggere un’affermazione del genere, con tutto il rispetto nei confronti del lavoro fatto da quegli studiosi, potrebbe sembrare quasi ridicolo, ma ovviamente per loro non lo era.
Come sempre, devono cambiare i paradigmi interpretativi (una mia personale indagine dal nome Filosofia dell’archeologia) deve cambiare il contesto culturale e centri di potere del sapere, affinché altri studiosi, rettificando alcune posizioni, possano iniziare a considerare questo corpus specifico di testi gravitante nel mondo mitologico; penso ad esempio al lavoro di Harco Willems, The Cofin of Heqata A Case Study of Egyptian Funerary Culture of the Early Middle Kingdom.
Allargando le maglie e togliendo la “narrazione”, i Testi delle Piramidi che alludono frequentemente agli dei, che sono stati formulati in epoche antiche e remote e che probabilmente erano temi trattati in forma orale e poi cristallizzati su parete, possono rientrare nel fantastico mondo del mito?
Se si, quale sarebbe il problema?
Qualcuno affermerà: no! I “Testi delle piramidi” sono formule! Si, ma chi li ha definiti formule? Loro (chi ha formulato questi testi vissuto oltre quattromila anni fa) o noi?
Ultima domanda, nascosti tra le formule dei Testi delle Piramidi, sarà possibile rintracciare elementi che messi insieme costituiscano dei miti?
Ipotizzo che la mia risposta sia scontata. E la vostra?

Generoso Urciuoli

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