I convegno di Archeoricette

In occasione della Giornata Mondiale dell’Alimentazione del 16 ottobre 2014, Archeoricette organizza il I Convegno dal tema: “Diario alimentare nell’antichità – Dagli Egizi ai Bizantini, l’identità dei popoli antichi attraverso le loro abitudini alimentari”.

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Luogo di svolgimento: Sala Valfrè, via Accademia delle Scienze, 11 Torino Dalle ore 10.00 Ingresso libero fino a esaurimento posti disponibili

Programma

Ore 10.00_introduzione e presentazione delle attività del Centro Studi Archeoricette

Ore 10.30_ Il consumo di carne di maiale nel Vicino Oriente antico a cura del prof. Stefano de Martino, Università di Torino

Ore 11.00_ Dolci per gli dei, dolci per gli uomini. Offerte alimentari e iconografie gastronomiche: documenti dai santuari della Magna Grecia” a cura della dott.ssa Valeria Meirano, Università di Torino

Ore 11.30_Aspetti reali e simbolici del cibo in epoca etrusca: a tavola con gli Etruschi di Marzabotto-Kainua a cura della dott.ssa Paola Desantis, Direttore Museo Nazionale Etrusco di Marzabotto

Ore 12.00_ Nutrire l’anima: religioni in cucina della dott.ssa Maria Chiara Giorda

Pausa Pranzo

Ore 14.00_Le bevande agli albori della Civiltà Egizia a cura della dott.ssa Maria Grazia Mimmo

Ore 14.30_ Principali specie vegetali utilizzate nel I sec. d.C. in relazione all’alimentazione umana, nell’area di Pompei. Le colture essenziali: il frumento, l’olivo e la vite a cura del dott. Michele Gamba Cristi

Ore 15.00_ La ricerca dell’arte gastronomica egizia attraverso l’analisi dei geroglifici a cura della dott.ssa Marta Berogno, Centro Studi Archeoricette

Ore 15.30_I Longobardi li chiamavano barbari per l’uso del garum a tavola. Da Costantino a Eraclio le abitudini alimentari dei proto bizantini del dott. Generoso Urciuoli, Centro Studi Archeoricette

Ore 16.00_chiusura lavori e saluti

 

Abstract:

– Il consumo di carne di maiale nel Vicino Oriente antico a cura del prof. Stefano de Martino. La ricca documentazione testuale proveniente dagli archivi di molti siti del Vicino Oriente antico fornisce molte informazioni sulle abitudini alimentari dei popoli della Mesopotamia, Siria e Anatolia. Essa può essere integrata con i dati provenienti dalle analisi sui resti di ossa di animali rinvenuti negli scavi archeologici in svariati contesti. Uno degli aspetti più interessanti relativamente alle abitudini alimentari delle popolazioni vicino orientali riguarda il consumo di carne di maiale. Infatti, la carne di maiale era comunemente utilizzata in alcune di queste regioni, mentre in altre aree il maiale era considerato un animale impuro e il consumo della sua carne era proibito e addirittura tabuizzato.

– Aspetti reali e simbolici del cibo in epoca etrusca: a tavola con gli Etruschi di Marzabotto-Kainua a cura della dott.ssa Paola Desantis.
Il naufragio della letteratura etrusca ci ha privato della conoscenza delle fonti letterarie riguardo alle modalità della preparazione e del consumo del cibo, in sostanza delle “ricette” etrusche, che dovevano comunque essere ben poco dissimili dalle semplici ricette della più antica tradizione romano-italica. E’comunque l’archeologia, per il tramite dello studio delle testimonianze materiali, anche archeozoologiche e paleobotaniche, che ci può guidare nel ricomporre il quadro dell’alimentazione in epoca Etrusca. A questo riguardo le testimonianze restituite dall’unica città etrusca a tutt’oggi nota, nel suo complessivo impianto urbano, vale a dire Marzabotto, costituiscono certo chiave privilegiata di lettura degli aspetti reali e simbolici del cibo con particolare riguardo all’ambito dell’Etruria padana, terra ubertosa e opulenta, la cui ricchezza di risorse è ampiamente celebrata nelle fonti greche e latine. Se stoviglie e utensili della vita quotidiana, trovati in ambito urbano, illuminano sugli aspetti legati alla trasformazione preparazione e consumo degli alimenti, le prestigiose ceramiche di importazione dell’Attica rinvenute nei corredi funerari, legate in massima parte al consumo del vino, ben rappresentano l’aspetto simbolico del cibo, quello del banchetto, e soprattutto del banchetto dell’Aldilà, incentrato sul vino e sul culto del dio che ne fece dono agli uomini: Dionysos..

-Dolci per gli dei, dolci per gli uomini. Offerte alimentari e iconografie gastronomiche: documenti dai santuari della Magna Grecia a cura della dott.ssa Valeria Meirano.
L’intervento tratta delle specialità di panetteria e pasticceria diffuse in alcuni contesti santuariali di età greca in Magna Grecia, attraverso un approccio multidisciplinare, che spazia dalle fonti iconografiche ai documenti scritti.

-Nutrire l’anima: religioni in cucina della dott.ssa Maria Chiara Giorda. Il cibo è un elemento culturalmente definito e le culture, come le religioni, giocano da sempre un ruolo fondamentale nella definizione di quanto sia o meno edibile. Quel che le persone mangiano e la varietà degli alimenti consumati da differenti segmenti della popolazione dipende direttamente dalla produzione di cibo, dal sistema culturale ed economico, dalla logistica distributiva e dalle abitudini diffuse. Così, ogni pratica alimentare a sua volta riflette i valori culturali e sociali della comunità e le sue condizioni economiche. Non è un caso che la cucina etnica sia sempre più diffusa: il cibo ha subito a sua volta gli effetti del processo di globalizzazione; ancora, il cibo può essere considerato un catalizzatore di globalizzazione in ragione del suo significato e del simbolismo culturale ad esso legato. Il cibo deve essere considerato come l’espressione dello status sociale degli individui, identità religiosa e culturale, mentre l’appetito biologico è sempre trasformato in appetito culturalmente determinato. Nella nostra società il dato religioso occupa uno spazio importante, rintracciabile in forme di credenza variegate e difformi: ocorre quindi esplorare quali culture (e religioni) costruiscano l’identità alimentare italiana di oggi: se l’identità italiana che riconosciamo è basata sulle reti, sulle identità plurime, sugli scambi, se è uno spazio sia materiale sia mentale fatto di modelli di vita e di cultura, oggetti e saperi, uomini e abitudini, la gastronomia è una metafora.

-Le bevande agli albori della Civiltà Egizia a cura della dott.ssa Maria Grazia Mimmo. Le vie del vino in epoca pre proto dinastica analizzate e ricostruire grazie alle giare ritrovate in contesti archeologici che contenevano la preziosa bevanda.

-Principali specie vegetali utilizzate nel I sec. d.C. in relazione all’alimentazione umana, nell’area di Pompei. Le colture essenziali: il frumento, l’olivo e la vite a cura del dott. Michele Gamba Cristi – Gli studi inerenti agli scavi dell’area vesuviana risultano particolarmente interessanti nell’ambito delle relazioni fra discipline storico-archeologiche e biologiche dal momento che la zona fornisce un insieme di siti unici, mantenuti quasi intatti dall’eruzione del 79 d.C.: la lettura dei diversi tipi di reperti consente pertanto di disegnare uno spaccato delle caratteristiche anche culturali della società del tempo, inquadrate nel contesto ambientale.

– La ricerca dell’arte gastronomica egizia attraverso l’analisi dei geroglifici a cura della dott.ssa Marta Berogno.

Attraverso l’ analisi di alcune parole geroglifiche si andrà a cercare di delineare la tavolozza alimentare degli antichi egizi. Il cibo era solo inteso come sostentamento per l aldilà o vi era una una cultura ‘gastronomica’ ? Dal potere performativo del geroglifico alle anatre arrosto dei corredi funerari un viaggio nell’alimentazione egizia..non di solo pane e non di solo birra vivevano

-I Longobardi li chiamavano barbari per l’uso del garum a tavola. Da Costantino a Eraclio le abitudini alimentari dei proto bizantini del dott. Generoso Urciuoli. Nell’Impero Romano d’Oriente rimase viva la tradizione dell’uso in ambito gastronomico del garum; dalle tavole degli Imperatori alle locande, a  Costantinopoli era attiva una produzione locale particolarmente pregiata grazie alla fiorente industria ittica sul Bosforo.

 

Bio breve relatori (In ordine alfabetico)
Marta Berogno, nata a Genova nel 1979, si laurea in Conservazione dei Beni Culturali, indirizzo archeologico orientale, presso l’Università di Bologna, con una tesi in Egittologia. Nel 2008 consegue un master in ambito archeologico (“Oriente e Occidente nell’antichità: storia, archeologia e tradizione letteraria”) presso l’Università di Genova sempre con una dissertazione in Egittologia. Dal 2007 lavora presso il Museo Egizio di Torino come operatore didattico specializzato per visite guidate e laboratori per bambini e adulti. Dal 2008 collabora anche con il Centro Studi di Egittologia e Civiltà Copta “J.F. Champollion” e l’ Accademia Aegyptica di Genova. Ha partecipato a diverse missioni archeologiche in Egitto (Luxor). Si occupa inoltre di didattica e divulgazione, è responsabile scientifica del Centro Studi Petrie e collabora con il progetto divulgativo Archeoricette. Già pubblicato con Ananke “A spasso nel tempo. Scopri i segreti della Terra dei Faraoni”, 2011.

Stefano de Martino è professore ordinario di Ittitologia all’Università di Torino. E’ direttore della Scuola Dottorale di studi Umanistici dell’Università di Torino. E’ anche Direttore del Centro Ricerche Archeologiche e Scavi di Torino per il Medio Oriente e l’Asia. E’ autore di molte pubblicazioni, volumi e articoli, sulle civiltà del Vicino Oriente antico e in particolare delle culture ittite e hurrite. Dirige la collana Eothen e codirige la rivista KASKAL. Inoltre fa parte del comitato scientifico delle riviste: Mesopotamia, Archivum Anatolicum e della serie Texte der Hethiter.

Paola Desantis. Archeologo presso la Soprintendenza per i Beni Archeologici dell’Emilia Romagna, è il funzionario responsabile di parte del territorio della provincia di Bologna e Direttore del Museo Nazionale Etrusco “Pompeo Aria di Marzabotto” nonché dell’area archeologica corrispondente all’antica città di Claterna. È autore di numerosi lavori a carattere specialistico in ambito pre e protostorico, con particolare riguardo al periodo etrusco. In qualità di responsabile dei Servizi Educativi della Soprintendenza ne coordina e indirizza le attività didattiche sia in rapporto alle Istituzioni Scolastiche che alle Associazioni di volontariato.

Michele Gamba Cristi.Nato nel 1980, laureato in Scienze Forestali e Ambientali presso l’Università degli Studi di Torino con una tesi dal titolo Le attuali conoscenze sul territorio e sui reperti lignei nell’area vesuviana del I sec. d.C.Ha approfondito il percorso di formazione in ambito scientifico con diverse specializzazioni: giornalismo e divulgazione scientifica (“Il rasoio di Occam”, Torino), European Academy for Scientific Explainers (Festival della Scienza, Genova), Consulente Tecnico – Ambientale (Centro Studi Ecologia-Ambiente, Piacenza).

Maria Chiara Giorda. Studiosa di storia delle religioni all’Università di Torino, dottore di ricerca all’Ecole Pratique des Hautes Etudes della Sorbonne di Parigi, si occupa di pluralismo religioso e spazi pubblici; coordinatore scientifico della fondazione Benvenuti in Italia, ha pubblicato Religioni & economie (Mimesis 2014).

Valeria Meirano.Titolare di contratti d’insegnamento di Archeologia Classica presso il Corso Interfacoltà in Conservazione e Restauro dei Beni Culturali dell’Università di Torino, dove svolge anche il ruolo di tutor per stages, nonché di referente umanistico e di co-relatrice delle Tesi di Laurea (Triennale e Magistrale a ciclo unico). E’ titolare di Laboratori di Archeologia Classica presso i Corsi di Laurea della Facoltà di Lettere e Filosofia. Autrice di saggi su problematiche inerenti i santuari e la dimensione del sacro, l’alimentazione nel mondo antico e l’esegesi delle iconografie alimentari.

Maria Grazia Mimmo. Dopo la laurea in Egittologia si specializza in Archeologia del Vicino Oriente. Si è dedicata allo studio e all’approfondimento della cultura materiale e degli scambi commerciali e culturali tra i territori del Vicino Oriente e l’Egitto in epoca pre dinastica.

Generoso Urciuoli Nato nel 1968, laureato in Civiltà Bizantina presso l’Università degli Studi di Torino ha approfondito il percorso di formazione in ambito archeologico con un master in tecniche di scavo archeologico e corsi di alta specializzazione in “instrumentum domesticum” (Pontificio Istituto Archeologia Cristiana di Roma), in ceramica e Archeologia subacquea (Istituto Internazionale di Studi Liguri, Bordighera). Ha lavorato come operatore archeologico e responsabile di scavo archeologico per varie università ed enti di ricerca in ambito italiano; ha svolto l’archeologo anche per varie ditte certificate per l’esecuzione dello scavo archeologico terrestre e somerso occupandosi di ricerca, conservazione di beni culturali e documentazione di reperti e siti archeologici. Ha pubblicato: “Introduzione all’archeologia subacquea” 2003 Ed. Revelant -Medioevo.net, “Sono solo formulette?” 2012 Ed Archeoproteo, “Archeoricette” 2013 per i tipi di Feltrinelli, “Indovina chi venne a cena?” 2014 Edizioni Sottosopra, “Piramidi e Pentole. Un approccio gastronomico alla grammatica egizia” 2014 edizioni Ananke. Istruttore di subacquea dal 1996.

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