Gli stemmi mammalucchi “mancati” di Gerusalemme

Uno degli scopi del mio ultimo viaggio a Gerusalemme era di realizzare un reportage fotografico sugli stemmi mamelucchi, presenti su alcuni palazzi della Old City di Gerusalemme.

Munito della mia reflex e  di una macchina compatta, mentre giravo per completare l’indagine sull’Ultima Cena, cercavo, soprattutto in alcune zone, di scorgere questi stemmi.

Non avevo grosse fonti da cui attingere per il loro posizionamento. Il periodo mamelucco di Gerusalemme può essere circoscritto in un arco cronologico che va all’incirca dal 1260 al 1517 d.C. circa. Come sempre ora più ora meno. La zona della città che presenta maggiori attestazioni di questo periodo coincide con la zona della cittadella, l’Haram eh-Sharif e, ovviamente, il quartiere musulmano.

Bene, anzi male. Non sono riuscito a scattare neanche una foto per il semplice motivo che non ne ho scovato neanche uno!

Causa a volte la distrazione, causa la mancanza totale di uno straccio di localizzazione o parvenza di localizzazione desunta da testi, causa il poco tempo, non ne ho scovato neanche uno.

Gerusalemme, durante l’epoca di dominazione mammalucca, rimase abbastanza stagnante. Città Santa, si,  ma il potere pulsava in altre città. La città era sempre meta di pellegrini e studiosi e proprio per tal motivo, nel 1335, in pieno dominio mamelucco, i francescani tornarono in città.

Torno un secondo agli stemmi mancati. Ne avrei potuti trovare di almeno tre tipologie diverse:

  • stemmi con le mazze da polo;
  • stemmi con un tovagliolo;
  • stemmi con delle coppe da bere.

Sui palazzi, costruiti in epoca mammalucca, avrei dovuto trovare qualcuno di questi stemmi, loghi veri e proprio che avrebbero identificato il ruolo svolto a corte dai proprietari di casa. Ad esempio, la coppa era il simbolo del viceré di Siria, Tanzik.

Per il momento non mi soffermo sul significato degli stemmi mancati o sul fatto che alcuni di questi palazzi risultano ormai inaccessibili, nel senso non visitabili  (ammesso che li si individui) perché proprietà privata, ma voglio soffermarmi sullo straordinario evento che, ogni volta che alzavo lo sguardo su una struttura, anziché trovate uno stemma mamelucco, incrociavo lui:

IMG_5248 copy

lo stemma francescano.

Ovunque!

Chi ideò questo logo? San Bonaventura. Nello stemma originale, la mano di Cristo e quella di Francesco erano fissate insieme con un unico chiodo per significare il patto di eterna fedeltà dell’Ordine al Signore crocifisso.

Con il suo stemma san Bonaventura voleva evidenziare  il patto indissolubile che la professione religiosa del frate minore e dell’Ordine intero aveva stabilito con Cristo.

San Bonaventura 3

Successivamente , dopo il 1482, con la morte e canonizzazione del Santo, furono introdotte alcune modifiche:  dalle due mani, si passò a rappresentare due braccia a simboleggiare sempre San Francesco e Gesù e una serie di simboli che variavano ma di poco a completare l’impianto iconografico.

E qui mi fermo!

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