Quale lastra?

Un mese fa, un amico pubblica sul mio profilo un articolo del Messagero dove veniva raccontato che una lastra del 1500, posizionata sulla roccia del sepolcro di Gesù, sarebbe stata tolta per essere restaurata. Poi un giornale americano riporta una notizia sull’apertura della tomba di Gesù. Sul blog della Custodia Terrae Sanctae compare il 18/11 un semplice: “La roccia del Sepolcro di Gesù. Dopo 206 anni gli studiosi e le autorità religiose hanno potuto vedere nuovamente la roccia dove è stato sepolto Gesù.

Adesso emerge che si sta verificando se la lastra era quella di copertura della sepoltura (la famosa pietra rotolante?) perché il Fatto Quotidiano pubblica un articolo, che  ne riprende  uno di Libero, dove si afferma che è stata aperta la tomba di Gesù e sono avvenuti una serie di eventi paranormali . Quindi che dire?

schermata-2016-11-27-alle-17-38-37Dorotea è l’affermazione di Dan Bahat, ex archeologo capo della città di Gerusalemme nonché molto  interessante, perché come capita in situazioni di questo genere a un certo tipo di domande si può solo rispondere con un bel tutto e niente: “Forse non possiamo essere assolutamente certi che la basilica sia l’effettivo sito di sepoltura di Gesù, ma di certo non ce n’è un altro che possa aspirare all’identificazione con altrettanta autorevolezza, e quindi non abbiamo motivi per dubitare della sua autenticità”. Della Basilica, aggiungerei.

Però se Socci afferma che ci sono stati dei fenomeni paranormali dopo l’apertura della lastra…chi siamo noi per confutare?

Insomma, provando a ricapitolare. Cosa è successo?

Dal 26 al 28 ottobre scorso, per circa sessanta ore la roccia “che fece da letto funebre” è rimasta priva dei rivestimenti marmorei, in occasione di un eccezionale intervento di restauro dell’edicola del Santo Sepolcro. E’ stato realizzato un video di 90 secondi di quelle sessanta ore da parte del Christian Media Center. Per quel che concerne il restauro c’è un esauriente articolo da parte del noto archeologo francescano Eugenio Alliata, che ho avuto il piacere di conoscere in occasione di una piccola mostra allestita al MAO e al Museo della Sindone in occasione dell’Ostensione della Sindone su oggetti provenienti da Gerusalemme del I secolo d.C

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Cambiando parzialmente discorso, che forma avevano le pietre che venivano posizionate a chiusura delle sepolture scavate nella roccia tra il I secolo a.C e il I secolo d.C a Gerusalemme?

Solitamente siamo abituati a immaginare una pietra dalla forma circolare che veniva così facilmente aperta e chiusa visto l’uso familiare o comunque multiplo che si faceva di queste sepolture.

“Ammesso che” postulato essenziale per formulare qualsiasi altro tipo di ragionamento e ricostruzione, quale poteva essere la forma della pietra che venne utilizzata per la chiusura del sepolcro di Gesù? Le uniche testimonianze possono arrivarci dai Vangeli che come sappiamo furono scritti a posteriori e nessuno dei presunti autori fu testimone diretto di quegli accadimenti.

“Nel giorno dopo il sabato, Maria di Màgdala si recò al sepolcro di buon mattino, quand’era ancora buio, e vide che la pietra era stata ribaltata dal sepolcro” (Giovanni 20.1)

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“Il primo giorno della settimana, al mattino presto esse si recarono al sepolcro, portando con sé gli aromi che avevano preparato. Trovarono che la pietra era stata rimossa dal sepolcro e, entrate, non trovarono il corpo del Signore Gesù” (Luca 24, 1-3)

Dal vangelo di Luca e Giovanni non si ricavano particolari indicazioni in merito, tranne l’attestazione in entrambi i documenti della presenza di quell’elemento, tipico delle sepolture di Gerusalemme in quel periodo.

Dobbiamo ricorrere a Marco e Matteo per avere delle informazioni che descrivano, anche se sommariamente, la pietra.

“Dicevano tra loro: «Chi ci farà rotolare via la pietra dall’ingresso del sepolcro?». Alzando lo sguardo, osservarono che la pietra era già stata fatta rotolare, benché fosse molto grande.” (Marco 16, 3-4)

“Dopo il sabato, all’alba del primo giorno della settimana, Maria di Màgdala e l’altra Maria andarono a visitare la tomba. Ed ecco, vi fu un gran terremoto. Un angelo del Signore, infatti, sceso dal cielo, si avvicinò, rotolò la pietra e si pose a sedere su di essa.” (Matteo 28 1-3)

Anche in questo caso, al netto di tutte le problematiche relative alle traduzioni dei testi e il passaggio dal greco al latino dei Vangeli, la forma della pietra doveva essere tale da consentirne, nonostante la sua grandezza e il suo peso, di essere mossa con relativa facilità, facendola rotolare. Così facendo si presuppone che l’ingresso fosse di notevoli dimensioni o per lo meno che una persona di normale statura semplicemente abbassandosi potesse entrare senza particolare fatica.

Non si può escludere però, che la pietra in questione potesse essere stata realizzata con una forma non circolare, e che l’ingresso alle sepolture fosse meno agevole di quanto possiamo immaginare.

Infatti, analizzando le sepolture che venivano effettuate durante il periodo del Secondo Tempio, l’autrice dell’articolo , integralmente riportato a seguire

e comparso su biblycallarcaeology.org, prova a ricostruire , per analogia, l’ipotetica sepoltura di Gesù .

Generoso Urciuoli

How Was Jesus’ Tomb Sealed?tomb-with-stopper

Examining the tomb of Jesus in light of Second Temple-period Jerusalem tombs

Megan Sauter • 09/04/2016

This Bible History Daily feature was originally published in 2015.—Ed.
“Early on the first day of the week, while it was still dark, Mary Magdalene came to the tomb and saw that the stone had been removed from the tomb.”—John 20:1, NRSV
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How was Jesus’ tomb sealed? While some Jerusalem tombs from the late Second Temple period boasted round (disk-shaped) rolling stones, it was more common to seal tombs with cork-shaped stones, such as the one pictured here. The archaeological evidence suggests that the tomb of Jesus—the unused tomb of Joseph of Arimathea—would have been sealed with a cork-shaped stone. Photo: Tom Powers.
What kind of stone sealed the tomb of Jesus? Was it a round (disk-shaped) stone or a square (cork-shaped) stone? While both kinds of blocking stones are attested in Jerusalem tombs from the time of Jesus, square (cork-shaped) stones are much, much more common than round (disk-shaped) ones.
In fact, of the more than 900 Second Temple-period burial caves around Jerusalem examined by archaeologist Amos Kloner, only four have been discovered with disk-shaped blocking stones. These four elegant Jerusalem tombs belonged to the wealthiest—even royal—families, such as the tomb of Queen Helena of Adiabene.

Was the tomb of Jesus among the “top four” Jerusalem tombs from the Second Temple period?

Since disk-shaped blocking stones were so rare and since Jesus’ tomb was built for an ordinary person—because it was actually the borrowed, but unused, tomb of Joseph of Arimathea (Matthew 27:60)—it seems highly unlikely that it would have been outfitted with a disk-shaped blocking stone.

Archaeology therefore suggests that the tomb of Jesus would have had a cork-shaped blocking stone. Is this confirmed or contested by the Biblical text? How was Jesus’ tomb sealed according to the New Testament?

In his Biblical Views column “A Rolling Stone That Was Hard to Roll” from the March/April 2015 issue of BAR, Urban C. von Wahlde looks at the Gospel accounts to see how the stone that sealed the tomb of Jesus is portrayed. His careful analysis of the Greek grammar reveals a detail from the Gospel of John that supports the idea that the tomb of Jesus was indeed sealed with a cork-shaped stone.

In our free eBook Easter: Exploring the Resurrection of Jesus, expert Bible scholars and archaeologists offer in-depth research and reflections on this important event. Discover what they say about the story of the resurrection, the location of Biblical Emmaus, Mary Magdalene at the empty tomb, the ancient Jewish roots of bodily resurrection, and the possible endings of the Gospel of Mark.

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Measuring 4.5-feet tall, the disk-shaped stone at the so-called Tomb of Herod’s Family could be rolled to cover the entryway of the tomb or rolled back into a niche to open it, thereby permitting new burials to be added to the family tomb. This is one of four Second Temple-period Jerusalem tombs with a round rolling stone. Photo: Hershel Shanks.
In his BAR column, Urban C. von Wahlde explains that the Synoptic Gospels (Matthew, Mark and Luke) all use a form of the Greek verb kulio to describe how the stone sealing Jesus’ tomb was moved. Kulio means “to roll.”
Mark 15:46 reads, “Then Joseph bought a linen cloth, and taking down the body, wrapped it in the linen cloth, and laid it in a tomb that had been hewn out of the rock. He then rolled a stone against the door of the tomb” (NRSV). The Greek verb used in the last sentence of this passage is proskulisas. Von Wahlde says, “This is a combination of pros (meaning ‘toward’) and the past participle of kulio (meaning ‘to roll or roll along’).”

Mark 16:3 describes the scene on Easter Sunday when Mary Magdalene, Mary the mother of James and Salome visit Jesus’ tomb: “They had been saying to one another, ‘Who will roll away the stone for us from the entrance to the tomb?’” The Greek word for “roll away” is apekulisen, which von Wahlde explains is “a combination of ap’ (meaning ‘away’) and … yes, kulio (meaning ‘to roll’).”

The Gospels of Matthew and Luke use similar compounds of the verb kulio. Thus, all of these accounts imply that the stone sealing Jesus’ tomb was rolled.

Can square (cork-shaped) blocking stones be rolled?

In his article “Did a Rolling Stone Close Jesus’ Tomb?” from the September/October 1999 issue of BAR, Amos Kloner added “dislodge” or “move” to the definition of the Greek verb kulio. A square (cork-shaped) blocking stone might more readily be described as being “dislodged” or “moved” than “rolled.” Thus, this definition resolves any incongruity between the Biblical text and the archaeological record. However, von Wahlde disagrees with Kloner’s definition:

In his article on the type of tomb closure used for the tomb of Jesus, Amos Kloner states that the Greek verb kulio means “to roll,” but it can also mean “dislodge” or “move.” I would disagree with this for two reasons: First, I at least cannot find any dictionary articles (including the largest, the Liddle-Scott-Jones) that give this other meaning. Second, as I pointed out above, almost all instances of the verb in the gospel texts are compounds of kulio, either pros-kulio (“roll up to”) or apo-kulio (“to roll away”). These are verbs of motion “toward” or “away from.”

It is not necessary to change the definition of kulio to make sense of the Gospel accounts. Von Wahlde points out: “It may very well be that people rolled the ‘cork-shaped’ stones away from the tomb. Once you see the size of a ‘stopper’ stone, it is easy to see that, however one gets the stone out of the doorway, chances are you are going to roll it the rest of the way.” Although they certainly would not have rolled as easily as round (disk-shaped) stones, cork-shaped stones still could have been rolled.

Many assume that Jesus’ Last Supper was a Seder, the ritual Passover meal. Examine evidence from the Synoptic Gospels with scholar Jonathan Klawans in “Was Jesus’ Last Supper a Seder?”

The Gospel of John presents a slightly different picture than the other Gospel accounts—with a different Greek verb used to describe the stone sealing Jesus’ tomb. John 20:1 reads, “Early on the first day of the week, while it was still dark, Mary Magdalene came to the tomb and saw that the stone had been removed from the tomb.”
The Greek word for “removed” or “taken away” is hairo, which Von Wahlde defines as “take away.” There is no mention of “rolling” the stone in the Gospel of John. Von Wahlde maintains that this description reflects “the Jewish burial practice much more accurately than any of the other gospels. He [John] has given us a detail none of the other gospels have.”

Thus, both the Gospel of John and archaeology support the interpretation that the tomb of Jesus would have been sealed with a cork-shaped blocking stone. For Urban C. von Wahlde’s full analysis of the type of stone that sealed Jesus’ tomb according to the Gospels, read his Biblical Views column “A Rolling Stone That Was Hard to Roll” in the March/April 2015 issue of BAR.

Later, during the late Roman and Byzantine periods, round (disk-shaped) blocking stones became less rare. Dozens of Jerusalem tombs dating to these periods have been found with disk-shaped stones—but on a smaller scale. Whereas the four disk-shaped blocking stones from the Second Temple period were at least 4 feet in diameter, the ones from later periods usually had a diameter of about 3 feet. The date and style of these tombs, however, disqualifies them as candidates for Jesus’ tomb since the tomb of Jesus belonged to an earlier period—the Second Temple period, which ended in 70 A.D. with the Roman destruction of Jerusalem.

http://www.biblicalarchaeology.org/daily/biblical-sites-places/jerusalem/how-was-jesus-tomb-sealed/

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