Il pericoloso lavoro dell’archeologo!

15420768_653227748172647_6978600365691877919_nPotrebbe capitare e non è così insolito che il sito che si sta indagando archeologicamente contenga degli ospiti, o meglio in quel caso dei padroni di casa non così familiari all’archeologo: serpenti. Lasciando stare la nota fobia ofidica di Indiana Jones, come fare ad risolvere tale situazione? Si chiama un incantatore di serpenti professionista. E in Egitto la tradizione è lunga. In caso di serpenti sullo scavo si può richiedere l’intervento della Rifa ‘iyya e in caso malaugurato di morso si chiama un hawi (o si corre in ospedale). Ci furono incantatori egiziani che godettero di una certa fama tipo Musa Muhammad al Hawi, nativo di Esna (un centro particolarmente attivo nel sfornare incantatori di serpenti) vissuto però a Karnak. Secondo il Nostro, l’arte di incantare serpenti e scorpioni non poteva essere appresa era ereditaria.

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