Il pane come manufatto archeologico

Anche se il pane non è mai stato considerato alla stregua di altri manufatti, nonostante ne siano stati ritrovati innumerevoli esemplari nei siti indagati archeologicamente, esiste qualche sporadica informazione e annotazione della presenza di tale alimento sin dagli albori della ricerca archeologica sistematica.

Alcuni archeologi europei come Keller (1866 ritrovamenti in un Villaggio Neolitico in Svizzera) o Stolpe (1985 ritrovamenti di epoca tardo antica nel Nord Europa all’interno di sepolure a incinerazione) incominciano a lasciare informazioni sui ritrovamenti del pane; praticamente assente, invece, salvo qualche breve indicazione lasciata da Petrie nei report di scavo di Qurna (1909), la documentazione sistematica della grande quantità di pane conservatosi in Egitto nei corredi funerari.

pane2

Con il passare dei decenni, l’attenzione di alcuni studiosi, non molti a dir la verità, si sta spostando anche sul pane e più in generale sul cibo. Il pane, alimento presente in tutte le civiltà e base della tavolozza alimentare da sempre, è un elemento indice di produzione, con l’utilizzo del quale si può ricostruire un quadro storico sociale più articolato e soprattutto individuare un contesto più ampio rispetto al  sito archeologico da dove è estrapolato il dato materiale.

In questo ambito si collocano le ricerche di archeologia del consumo che si propongono di indagare in maniera sistematica i vari manufatti nei diversi contesti e periodi. Un elemento per eccellenza è rappresentato dal cibo e in particolare dal pane, materiale che investe aspetti sociali ed economici e di organizzazione generale di una civiltà.

Se da un lato i diversi ritrovamenti di pane nelle sepolture possono far luce su alcuni aspetti di carattere rituale, grazie alle analisi chimiche compiute su tali manufatti si riesce a individuare i processi di produzione. Fondamentale la differenza anche del contesto di ritrovamento, perché il pane rinvenuto, ad esempio, anche se più raro, all’interno di insediamenti abitativi, comprese le produzioni artigianali, consente di porsi una serie di domande legate all’organizzazione domestica o di larga scala. Banalmente anche  solo per la divisione dello spazio di lavoro.

Insomma, il cibo tanto snobbato dagli archeologi appassionati di storia dell’arte può diventare punto di forza per la ricostruzione di un contesto su larga scala per gli archeologi appassionati di archeologia della produzione.

NWS-JGL-POMPEII-200313-13

Advertisements

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...